ci sono due cose che nessuno ti potrà mai strappare: ciò che sei e ciò che sai.

ci sono due cose che nessuno ti potrà mai strappare: ciò che sei e ciò che sai.

giovedì 16 settembre 2010

I COLORI DELLA FIDUCIA

Un giorno ho chiesto ho chiesto ad alcuni amici con quale colore avrebbero descritto la propria esperienza di fiducia. Alcuni mi hanno scritto.La maggior parte ha risposto indicando il nero.
Non mi ha meravigliato, perché la fiducia è uno degli aspetti della vita che vengono più feriti e provocano maggiori sofferenze. Questo perché la fiducia tocca le corde più intime della propria dignità personale, dei propri affetti e dei propri sentimenti. Questo perché fiducia, in qualche modo, significa consegnare sé stessi o qualcosa di sé a qualcun altro. Rimanere feriti nella fiducia significa perciò venire toccati nelle corde più intime della propria anima. Il dolore poi si fa incontenibile quando a tradire la nostra fiducia sono proprio persone in cui avevamo riposto delle aspettative d’amore, specie quelle che a qualsiasi titolo avevano dei doveri d’amore nei nostri confronti…
Eppure l’uomo non può fare a meno di vivere nella fiducia. Senza quella non potremmo neanche affrontare la nostra esperienza quotidiana senza sprofondare in un’ansia da risvolti patologici che sconfina nella pazzia. Ogni giorno, senza neppure ragionarci accordiamo la nostra fiducia a decine e decine di persone. Accordiamo la nostra fiducia all’autista del pullman, alla sua esperienza di guida e alla sua onestà, che non condurrà il proprio mezzo contro un muro o contromano sopra altre auto. Accordiamo la nostra fiducia al panettiere che non avvelenerà il pane che compreremo e mangeremo a pranzo. Accordiamo la nostra fiducia al guidatore dell’auto ferma al semaforo rosso mentre attraversiamo le strisce pedonali che non partirà senza motivo investendomi. Accordiamo la nostra fiducia ai nostri insegnanti che ci insegnano cose vere e nessuno di noi si rimetterebbe a riscrivere la Teoria della relatività perché no si fida del lavoro svolto da Einstein, né metterà in dubbio che la meccanica del motore dell’auto che si guida sia efficace e riprenderà tutti gli studi ed esperimenti per verificare la validità del suo funzionamento… Se così non fosse ogni giorno rischieremo la follia. La fiducia è di per sé un atto umano e ragionevole, indispensabile per vivere ogni gesto della nostra vita. Smettere di fidarsi significa annientare la nostra umanità, rinunciare ad essere uomini e sconfinare nella patologia.
Nessuno può negare la parte drammatica che si nasconde dietro le pieghe dell’esperienza di dare fiducia, eppure è un rischio che dobbiamo assolutamente correre. Si tratta forse scavare dentro il contenuto della parola “fiducia” e distinguerla da altro che ci metterebbe in situazioni anche di grave pericolo.
Intanto bisogna chiarire che fiducia non è ingenuità. Questo perché la fiducia è un atto responsabile che io scelgo e decido di vivere, acquisendo dei dati che mi permettano di affrontare quella situazione con un certo margine di serenità. La fiducia senza responsabilità è ingenuità. Perché parlo di responsabilità e non semplicemente di valutazione razionale  delle cose? Perché la ragione da sola non basta. Cercherò di conoscere, capire e valutare una situazione, una persona e di arrivare a delle conclusioni di affidabilità del soggetto che ho cercato di conoscere e capire ma non potrò mai avere una conoscenza assoluta e perfetta, soprattutto non potrò mai avere una visione profetica che mi dirà quali sono le possibilità di sviluppo e della situazione e della persona. Insomma, ci sarà sempre e in ogni circostanza un margine di incertezza, di impalpabilità in cui la realtà ci sfugge e non è possibile controllarla. Ci sarà sempre un certo margine di rischio: la realtà fuori di noi ha sempre una sua autonomia e non si lascerà mai possedere completamente. Per questo devo conteggiare il rischio dell’incertezza delle situazioni dentro la mia valutazione. Per questo parlo di responsabilità, perché accetto liberamente il rischio e mi faccio carico delle possibili conseguenze. Ma non posso vivere senza poter accordare a qualcuno la mia fiducia, almeno in una qualche misura. Questo sì che sarebbe un atto non ragionevole e non umano.

Questo mi consente di avvicinarmi a ogni persona sapendo che questa persona, come me, oltre tutti i suoi limiti e le sue grettezze, nasconde quello stesso tesoro di fiducia che io stessa posseggo.

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