ci sono due cose che nessuno ti potrà mai strappare: ciò che sei e ciò che sai.

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sabato 11 settembre 2010

e-mail di un mio amico






IL PARADISO DEI NICKNAMES

"Tutto quello che possiamo fare è battere i tasti. Batterli e rimanere a bocca aperta, passando tutta la vita rivolti allo schermo: rapporti di ispezioni, tivù, videoconferenze, scaricare la musica e le mail..." (Irvine Welsh, da "I segreti erotici dei grandi chef")



Sara, che mi introdusse al cybersex. Sibilla, che litigava con tutti. Vally, che si era messa con uno di trent'anni più vecchio, conosciuto in chatroom. Naoko, l'angioletto della nutella. L'angelo con le ali spezzate che chattava dalla sedia a rotelle. Sarah, che per sentire ancora le sue, di gambe, passava giorni interi nella chatroom sadomaso. Anneke che si era convinta che somigliassi a Brad Pitt. Victoria che immaginava un corpo snello e slanciato, appena coperto da morbide vesti di seta, ed era terribilmente, disperatamente sovrappeso. GreekGirl che si finse morta. NaughtyGirl che mi diede il suo numero di telefono e mi fece ascoltare com'è un orgasmo multiplo. Donna che giocava a fare mia moglie, e io suo marito. WorkingGirl che voleva divorziare e non ne aveva il coraggio. Mmasini che voleva suicidarsi e un giorno ci provò. Emmy che voleva un altro bimbo e non sapeva da chi. MD che mi faceva i complimenti in italiano dantesco, quello che aveva studiato all'università di Washington, e aumentava la mia popolarità tra i chatters gay. Lietchi che faceva l'esibizionista di nascosto dal fidanzato. Jesssica con tre esse che raccontava ogni dettaglio della sua vita sessuale promiscua. Miu la dolce finlandese che fingeva di aver paura dell'amore e che ascoltava gli Smiths ogni mattina. Arwen che mi svelava i punti erogeni e mi mandava le foto dei suoi piercing. Woelkchen che voleva invitarmi in un paesino dell'Alta Baviera. Julia che era scappata da Singapore con un militare americano più vecchio di lei e scriveva, scriveva, scriveva di cocktail, cucina e solitudine. Anna che per il mio compleanno mi mandò una foto dei suoi seni. Perky che puntò la webcam sulla sua doccia. Amy che puntò la webcam sul suo letto dove dormiva sempre, sotto psicofarmaci...

Credo nella vita dopo la morte. Credo che, il giorno dopo l'ultimo respiro, io sarò ancora qualcosa. Ho bisogno di crederci. Chiamatela cybertrascendenza, ma ho bisogno di credere che i nicknames non più usati, i profili cancellati, i chatters che hanno cambiato identità per sempre non scompaiano del tutto. Amo pensare a un gigantesco server dove tutti loro trovano una casa, e un po' di pace. Come un paradiso dei nicknames. Amo lasciar correre i miei ricordi fino a loro, fino ai momenti belli e tempestosi che ho passato con loro, e pensare che ci siano ancora, da qualche parte. E sperare che io abbia lasciato qualcosa a loro come loro lo hanno lasciato a me.

Ora sono qui. Nuova cybercasa, nuova cybervita. Non ci penso, perchè finchè c'è la vita, pensare alla morte è una perdita di tempo. Ma so che presto o tardi qualcuno dei nicknames qui intorno sparirà. E io una mattina non troverò che un error 404 all'indirizzo web dove prima trovavo le sue parole. Ed è una consolazione immaginare che nel paradiso dei nicknames ci sia sempre posto. Quel server ha un sacco di memoria. E anche io.



ps... chissà come sta

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